Dà una dose potenzialmente letale di morfina a un bimbo di soli 2 anni e poi incolpa il padre del piccolo.

Charlotte Lee, infermiera di 21 anni, ha somministrato per tre giorni a un bambino piccolo delle forti dosi di antidolorifico durante il ricovero presso l’ospedale Royal Devon, nel Regno Unito.

Dà una dose potenzialmente letale di morfina a un bimbo di soli 2 anni e poi incolpa il padre del piccolo. Il piccolo nel corso del tempo si era aggravato e solo quando i medici hanno fatto dei test hanno scoperto gli alti livelli di oppiacei nelle sue urine. Il bambino è stato portato in terapia intensiva e si è salvato per miracolo. La donna ha subito accusato il padre, dicendo che avrebbe somministrato al bambino delle bevande naturali con l’intento di farlo guarire prima, con oppiacei. Gli investigatori però, come riporta anche il Daily Mail, sono da subito stati sospettosi e dopo diversi interrogatori la donna ha ceduto e lo scorso febbraio ha confessato di aver provato ad uccidere il bimbo.

La donna in questi giorni è stata processata e durante il dibattimento ha ammesso di aver usato una bottiglietta di succo di frutta portata dal padre per somministrare la morfina al bambino. Lee ha confessato di aver provato ad uccidere il bambino perché profondamente scortese nei suoi confronti